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BIRRA PERUGIA

Pontenuovo di Torgiano

ALLA SPINA

CALIBRO 7 – American Pale Ale   5,6% vol.

Esuberante e originale, dai forti richiami agrumati e tropicali. Un importante Dry Hopping, che utilizza ben sette luppoli diversi.

BLACULA – Black Ipa   7,0% vol.

Birra scura, sentori di malto tostato e cioccolato che si integrano con i profumi agrumati dei luppoli americani.

DON TEUTONIC – Pale Ale   5,0% vol.

Caratterizzata dall’utilizzo di luppoli tedeschi di nuova generazione: Ariana, Mandarina Bavaria e Hallertau Blanc. Creata in collaborazione con Don Navarro.

SIDRO – Succo biologico di mele locali   7,0% vol.

Fermentato con lievito saison, profumi di spezie, ori e frutti a polpa bianca.

COSMO ROSSO – Amber Ale   6,0% vol.

Dallo stile antagonista, impronta agrumata ed erbacea mentre al gusto è ostinata e orgogliosamente amaricante.

MARIO TRA 20 ANNI – Imperial Ipa   8,0% vol.

Carattere e potenza, equilibrio e bevibilità. Sensazioni aromatiche spaziano dai frutti tropicali alle resine.

CHI SIAMO

La storia della birra a Perugia ha radici antiche e vanta un passato prestigioso. Una delle pietre miliari di questa nobile tradizione fu posta nel 1875, anno di fondazione della Fabbrica della Birra Perugia ad opera di Ferdinando Sanvico, arrivato giovanissimo in città dalla Lombardia.

Si tratta dunque di uno dei primi birrifici sorti in Italia, insieme ad altri marchi storici come Wuhrer a Brescia, Forst a Merano, Dreher a Trieste, Peroni a Roma, Paszkowski a Firenze.

In quegli anni l’azienda aveva sede in alcuni locali di palazzo Silvestri, nella centrale via Baglioni, vicino ai depositi di neve ubicati nei sotterranei della Rocca Paolina e utilizzati all’epoca come primordiali frigoriferi per la maturazione e la conservazione della birra, fatta in appositi fusti di rovere.

La birra alla spina si spillava con impanti in legno di ciliegio, raffreddati con il ghiaccio, mentre la distribuzione veniva fatta grazie a carretti trainati da poderosi cavalli maremmani. Non di rado le consegne alla drogheria – ristoro della stazione ferroviaria e alle poche osterie di Fontivegge venivano effettuate con un carretto a mano. Un viaggio di ben 5 chilometri!

Nei primi del Novecento la fabbrica raggiunse una produzione significativa e la birra veniva distribuita su tutto il territorio dell’Italia centrale. La sede venne così trasferita nei più ampi locali di via Oradina (oggi via Bartolo) che si estendevano attraverso le cantine che dal teatro Turreno si spingevano fin sotto piazza Piccinino. Il tutto fino al 1927 quando Birra Perugia cessa la sua attività.

All’inizio degli anni Duemila un gruppo di amici, innamorati della birra e delle proprie radici, comincia a progettare la “rinascita” del birrificio, con l’obiettivo di restituire alla città la sua birra e rendere contemporaneo un prestigioso pezzo di storia. Dopo anni di studi, ricerche, tentativi e sacrifici, la Fabbrica della Birra Perugia è di nuovo realtà.